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Ten. Gen. Vito Artale |
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Tenente Generale dell'Arma di Artiglieria Medaglia d’oro al v. m. alla memoria “Dirigente delle Vetrerie d’ottica del R.E. che con appassionata, intelligente abnegazione aveva portato ad alto grado di perfezione produttiva, svolse subito, dopo l’occupazione di Roma, in collaborazione con i suoi fidi, intensa attività allo scopo di mettere in salvo e sottrarre alla furia distruttrice e spogliatrice nazifascista, documenti e materiali di cospicuo valore militare e civile e di rendere inutilizzabili apparecchiature e macchine. “Tale azione di sabotaggio, compiuta con temerità sdegnosa di ogni prudenza, sotto gli occhi dei tedeschi e negli stessi locali da essi presidiati, sospettata prima, scoperta poi, condusse al suo arresto. “Dopo tre mesi e mezzo di carcere serenamente sopportato, il 24 marzo 1944, fu trucidato alle Fosse Ardeatine. “Esempio luminoso di attaccamento al dovere, di senso di responsabilità e di fortezza d’animo spinta fino al sacrificio della vita coscientemente immolata nell’esaltazione fervida dell’ideale supremo della Patria”. (Roma, 8 settembre 1943-24 marzo 1944) |
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Ten. Andrea Sole |
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Ten. di Art. 9°
batteria da 20 m/m del 20° Regg. Artigl. di Corpo d’Armata
Medaglia d’oro al v. m.
alla memoria
“Volontario di guerra.
Comandante di una sezione
mitragliere da 20 m/m partecipava, sovente a sua insistente richiesta, a
frequenti onerosissime ricognizioni compiute tra le maglie dei mezzi corazzati
avversari, posti a vigilanza dei nostri capisaldi avanzati.
“Distintosi per elette
virtù militari dimostrava, particolarmente, in critiche circostanze, chiara
capacità di comando e spiccato ascendente sui suoi artiglieri, che sapeva
trascinare ai più duri cimenti con l’esempio di eccezionale spirito combattivo
per sommo sprezzo del pericolo, pur non disponendo che di mezzi decisamente
inadeguati.
“In tragica situazione,
posto a difesa diretta del Comando tattico divisionale durante violenta
offensiva nemica portata con schiaccianti forze corazzate sostenute da potenti
artiglierie e da imponenti incontrastate azioni aeree, si impegnava e persisteva
arditamente benché ferito nell’impari lotta, sebbene avesse visione
dell’inevitabile sacrificio riuscendo a rallentare l’impeto nemico.
“Ferito nuovamente, caduti
puntatori e serventi, a corto di munizioni rimaneva impassibile al suo posto di
dovere, azionando lui stesso l’arma nel disperato tentativo di arginare la
travolgente avanzata.
“Colpito per la terza
volta, quando ormai tutto crollava inesorabilmente intorno a lui rifiutava
fieramente l’invito di arrendersi, e con stoica decisione, essendo gravemente
minorato, continuava a reagire fino all’esaurimento delle munizioni.
“Falciato
infine da raffica di mitragliatrice, cadeva esanime sulla mitragliera
frantumata, perpetuando, benché ventunenne col suo leggendario eroismo, le
indistruttibili gloriose tradizioni delle armi italiane”. (Deserto Orientale Libico - Deserto Occidentale Egiziano - Alam el Tummar ovest - Egitto 10/06 - 09/12/1940) |
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S. Ten. Salvatore Puglisi |
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Sottotenente 1° Reggimento Artiglieria Medaglia d’oro al v. m. alla memoria “Sotto Comandante di Batteria da 149, visto colpito ed incendiato dall'artiglieria nemica un autocarro carico di munizioni negli immediati pressi delle Batterie, pur conscio della inanità dello sforzo e del sicuro pericolo cui andava incontro, in un disperato tentativo di evitare la catastrofe animosamente ed eroicamente si lanciava verso l'autocarro in fiamme, tentando invano con gli animosi artiglieri che lo avevano seguito, di impedire l'immane esplosione, che lo travolgeva con i suoi eroici soldati annientandone i corpi, ma eternandone gli spiriti nella gloria di un supremo eroismo. “Espressione di incondizionato attaccamento al dovere di generoso altruismo di fede sublime”. (Prat de Compts - Spagna - 09/04/1938) |